
NIS2: cosa ci dicono davvero le “specifiche di base” dell’ACN
La Direttiva NIS2 è spesso raccontata come un nuovo adempimento in materia di cybersecurity. Ma con la pubblicazione delle specifiche di base, l’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale chiarisce un punto fondamentale: la sicurezza informatica non è più solo una questione tecnica, ma un tema di organizzazione, responsabilità e metodo.
In Questo articolo proviamo a leggere la NIS2 per ciò che è davvero: non una checklist da spuntare, ma un cambiamento strutturale nel modo in cui le aziende governano il rischio digitale, gestiscono gli incidenti e dimostrano di essere preparate.
Con le Modalità e specifiche di base, l’ACN ha messo a disposizione delle organizzazioni uno strumento prezioso: una guida operativa che traduce la NIS2 in aspettative concrete. Non linee guida astratte, ma un perimetro minimo entro cui ogni soggetto NIS deve muoversi per essere considerato affidabile dal punto di vista della sicurezza informatica.
Il messaggio di fondo è chiaro: non viene richiesta l’assenza di incidenti, ma la capacità di prevenirli, gestirli e dimostrarne il controllo.
Dalla sicurezza “di fatto” alla sicurezza “dimostrabile”
Per molto tempo la cybersecurity è stata affrontata come un insieme di soluzioni tecniche: strumenti spesso validi, ma frammentati, affidati a singole funzioni aziendali e raramente inseriti in una visione complessiva.
Le specifiche di base ACN segnano un cambio di paradigma netto. La sicurezza diventa una responsabilità di governance, che richiede decisioni consapevoli, ruoli chiari, processi definiti e una documentazione coerente.
Non basta adottare misure di sicurezza: occorre dimostrare che quelle misure sono pensate, mantenute nel tempo e adeguate al rischio reale dell’organizzazione. È qui che la NIS2 sposta il baricentro: dalla tecnologia al metodo.
Incidenti informatici: il vero banco di prova
Un altro punto centrale delle specifiche di base riguarda la gestione degli incidenti di sicurezza informatica. Anche in questo caso, l’approccio non è emergenziale, ma strutturale.
La NIS2 introduce un processo chiaro che comprende rilevazione, analisi, risposta, comunicazione e documentazione dell’incidente. Un processo che deve essere definito prima che l’evento si verifichi, non improvvisato nel momento della crisi.
In alcuni casi, l’organizzazione è inoltre tenuta a notificare l’incidente al CSIRT Italia, secondo tempi e modalità precise. Questo rende evidente un aspetto spesso sottovalutato: la gestione dell’incidente non riguarda solo l’IT, ma coinvolge l’intera organizzazione, dalla direzione alla comunicazione interna ed esterna.
Approfondimento ACN sul processo di gestione degli incidenti:
Le scadenze come leva organizzativa
Le tempistiche previste dalla NIS2 non sono un dettaglio. Entro pochi mesi dall’iscrizione come soggetto NIS, le organizzazioni devono essere in grado di notificare correttamente un incidente; entro un arco temporale più ampio, devono aver adottato tutte le misure di sicurezza di base. Queste scadenze non dovrebbero essere lette come una minaccia, ma come una leva: costringono le aziende a strutturarsi, a fare ordine, a trasformare pratiche spesso informali in processi solidi e ripetibili.
Perché la vera domanda non è se un incidente accadrà, ma quanto l’organizzazione sarà pronta quando accadrà.
La compliance come processo continuo
Le specifiche di base ACN raccontano una visione precisa: la sicurezza non è un progetto “una tantum”, ma un processo continuo fatto di valutazioni, aggiornamenti, responsabilità e miglioramento costante.
In questo senso, la NIS2 non è solo una norma da rispettare, ma un’occasione per costruire resilienza operativa, affidabilità e fiducia lungo tutta la catena del valore.
L’approccio EasyGDPR
In EasyGDPR affrontiamo la NIS2 con lo stesso approccio che applichiamo alla compliance in generale: rendere ciò che è complesso strutturato, comprensibile e sostenibile.
Uniamo un tool che aiuta a organizzare misure, processi ed evidenze, a un team di esperti che supporta le aziende nelle scelte operative e strategiche. Perché la sicurezza non funziona se resta sulla carta, e non funziona se è delegata a una sola funzione aziendale.
La NIS2 non chiede alle aziende di essere perfette. Chiede di essere preparate, consapevoli e in grado di dimostrare come gestiscono il rischio digitale.
Chi affronta oggi le specifiche di base ACN con metodo non sta solo rispettando un obbligo normativo. Sta costruendo una struttura che regge anche quando le cose vanno storto.
La NIS2 non è una norma da interpretare da soli, né un documento da archiviare. È un percorso che va tradotto in processi reali, ruoli chiari e strumenti adeguati.
In EasyGDPR lavoriamo ogni giorno per accompagnare le organizzazioni in questo passaggio: dalla norma alla pratica, dalla teoria alla gestione quotidiana della sicurezza.
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